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Olio extra vergine d’oliva: un prezioso alleato per il diabetico.

Numerose evidenze epidemiologiche evidenziano una positiva associazione tra il consumo di Olio extra vergine d’oliva (EVOO) e la riduzione del rischio di diabete. Un recente studio di intervento italiano ha fornito ulteriore supporto di tipo meccanicistico a tale associazione.

Lo studio, condotto in cross-over su 30 soggetti con alterato compenso glicemico, ha dimostrato che l’aggiunta al pasto di 10g di EVOO ha migliorato la glicemia post-prandiale, aumentando sia la secrezione insulinica sia il GLP-1 (glucagon-like peptide 1), un ormone prodotto dall’intestino che stimola la secrezione di insulina e inibisce la secrezione di glucagone da parte del pancreas. Il suo rilascio avviene dopo il pasto, entrando quindi in azione solamente quando la glicemia sale per effetto dei carboidrati introdotti col cibo. Il GLP-1 rallenta lo svuotamento gastrico, aumentando il senso di sazietà in risposta all’assunzione di cibo, e riduce l’appetito, agendo direttamente sui centri di regolazione della fame del sistema nervoso centrale. Il ruolo del GLP-1 è talmente importante che ha portato alla creazione di una nuova classe di farmaci antidiabetici (analoghi del GLP-1).

In un precedente studio gli stessi autori hanno dimostrato che l’effetto positivo dell’EVOO è da attribuire all’oleoeuropeina, uno dei vari polifenoli contenuti unicamente nell’EVOO. Infatti, tra tutti i grassi alimentari l’EVOO è l’unico ottenuto da un frutto (l’oliva) del quale mantiene tutta la ricchezza nutrizionale ed organolettica.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Fonti: Carnevale R et al. Clin Nutr. 2017 36(3):782-787. Carnevale R et al. Br J Clin Pharmacol. 2018 84(7):1566-1574.

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2020-12-18T10:25:00+01:00
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