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Malattia del fegato grasso: un grande aiuto dai flavonoidi

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una malattia del fegato caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato. A differenza della steatosi epatica (il cosiddetto fegato grasso, identificato con la sigla NAFLD) è caratterizzata da una condizione più grave in cui il fegato è soggetto a processi infiammatori, di cicatrizzazione e morte dei tessuti (necrosi), che alterano in modo definitivo la funzionalità dell’organo. È una malattia epatica cronica che può evolvere fino allo stadio di cirrosi epatica e portare ad insufficienza epatica. La dieta è certamente uno dei fattori più importanti, sebbene non l’unico, nell’aumentare il rischio di NAFLD e NASH.

I flavonoidi sono dei composti antiossidanti largamente contenuti nei prodotti vegetali, soprattutto in frutta e verdure. Un recente studio americano ha valutato l’associazione tra l’assunzione dietetica di flavonoidi e il rischio di NAFLD in un campione di 17.685 adulti. I pazienti con NAFLD presentavano un’assunzione media di flavonoidi significativamente più bassa rispetto agli individui sani. Inoltre, i livelli delle transaminasi (indici di sofferenza epatica) erano tanto più alti quanto più modesti erano i livelli di assunzione dei flavonoidi. Anche la proteina C-reattiva, un indicatore di infiammazione, è risultata positivamente modulata dell’assunzione di flavonoidi. I risultati dello studio supportano ulteriormente le raccomandazioni per il consumo di frutta e verdure, cibi ricchi di flavonoidi, per prevenire la malattia del fegato grasso.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Fonte: Mazidi M. et al. 2019 J. Nutritional Biochemistry 65:66-71.

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