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Riboflavina “allergica” al sole: No alle tintarelle alimentari!

No, ciò che si sconsiglia non è di evitare spiagge e abbronzatura, con i dovuti accorgimenti è ancora consentito. Non pensate nemmeno a melanzane in bikini e a uova sul bagnasciuga.

Il titolo enigmatico di questo post fa riferimento alle problematiche verso cui alcuni alimenti (latte e derivati in primis) possono andare incontro se esposti eccessivamente alla luce del sole, e di come alcuni fattori nutritivi importanti, come la Riboflavina, possano esaurire la loro efficacia a causa di queste “tintarelle” inopportune.

Cosa è la Ribofalvina, a cosa è utile?

La Riboflavina (Vitamina B2) è l’importante costituente di alcuni fattori enzimatici (FMN – flavina mononucleotide; FAD – flavina adenina dinucleotide), coinvolti in diversi sistemi di rilascio energetico, degradazione di xenobiotici e di protezione dallo stress ossidativo.

Essi infatti partecipano a numerose reazioni cruciali per il recupero energetico cellulare (ciclo di Krebs, ossidazione di acidi grassi, degradazione degli aminoacidi), e si comportano da coenzimi della NADPH-citocromo P450 riduttasi, enzima competente del metabolismo di alcol e di larga parte dei farmaci più utilizzati.

Inoltre, il glutatione (importante antiossidante endogeno), deve proprio ai coenzimi flavinici la possibilità di essere rigenerato e reso nuovamente operativo.

La Riboflavina è anche coinvolta nel metabolismo di altre vitamine (Niacina, Folati, Piridossina), per cui una sua carenza può inevitabilmente provocare delle avitaminosi a cascata.

Questa importante vitamina si trova in quasi tutti gli alimenti principali (da qui la ridotta possibilità di arrivare a vere e proprie carenze), ed è riscontrata con maggiore frequenza in latte, formaggi, uova, fegato e verdure a foglia verde.

Per quanto sia annoverata tra le vitamine idrosolubili, è fortemente resistente alle cotture, dato che la perdita della sua attività biologica si aggira solo tra il 10% e il 20%.

L’unico neo della Riboflavina sta nella sua fotosensibilità: la drastica riduzione delle sue funzionalità in presenza della luce del sole, fa sì che alcuni alimenti vengano venduti all’interno di materiali ed involucri opachi, in grado di impedire l’attraversamento dei raggi solari. Nell’esempio del latte, in quanto prodotto a maggiore contenuto di Riboflavina, ciò spiega la vendita dell’alimento in confezioni di cartone o di materiale tetrapak.

Conclusioni e indicazioni sulla Ribofalvina

Come detto, una carenza di vitamina B2 è difficile, ma non impossibile: un rischio esiste in caso di ipotiroidismo, poiché gli ormoni tiroidei sono coinvolti nella biosintesi della flavochinasi, essenziale per la produzione di FMN e FAD.

Il fabbisogno giornaliero di Riboflavina per l’adulto si attesta su 1,1 mg, con una dose consigliata di circa 1,3 mg – 1,6 mg, in base al sesso (rispettivamente donna – uomo).

La supplementazione è tuttavia necessaria nel caso in cui ci si sottoponesse a fototerapia: tra i vari esempi possibili, i neonati con iperbilirubinemia normalmente soggetti a questo tipo di trattamento, necessitano di un rinforzo integrativo per la Riboflavina, evitando di compromettere i normali processi di crescita particolarmente sensibili durante le prime fasi della vita.

Detto ciò, controllate sempre che i vostri cibi abbiano l’abbronzatura giusta, tale da mantenere intatte tutte le loro proprietà nutritive, lasciando in particolar modo alla Riboflavina la pace che merita.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Fonti:

  1. Powers HJ. Riboflavin (vitamin B-2) and health. Am J Clin Nutr. 2003 Jun;77(6):1352-60. doi: 10.1093/ajcn/77.6.1352. PMID: 12791609.
  2. Cardoso DR, Libardi SH, Skibsted LH. Riboflavin as a photosensitizer. Effects on human health and food quality. Food Funct. 2012 May;3(5):487-502. doi: 10.1039/c2fo10246c. Epub 2012 Mar 12. PMID: 22406738.

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