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I carotenoidi, la protezione naturale per la nostra pelle

La stagione estiva è già cominciata, il sole come sempre bacia il nostro bel paese, ma come sappiamo, non sempre questo è positivo, specialmente per la nostra pelle. I potenziali effetti dannosi sono infatti diversi, ma possiamo proteggerci attraverso l’assunzione dei carotenoidi!

L’essere umano, però, non può sintetizzare da solo i carotenoidi, dobbiamo, quindi, assumerli necessariamente dagli alimenti o tramite integratori alimentari. Possiamo trovare i carotenoidi in frutta e verdura di vario genere (carote, zucche, melone, albicocche, pomodori, angurie e peperoni). Inoltre, essi sono presenti anche in alimenti di origine animale (es. tuorlo d’uovo).

Come abbiamo già detto, l’esposizione ai raggi UV solari può portare a diversi effetti dannosi sulla salute, come scottature solari, danni oculari, fotoinvecchiamento, danni al DNA e cancro della pelle. Ma come possiamo proteggerci attraverso l’assunzione di carotenoidi e qual è il meccanismo con il quale i raggi UV agiscono nel nostro organismo?

Raggi UV e carotenoidi

Con l’esposizione ai raggi UV, vengono attivati specifici meccanismi potenzialmente dannosi per il nostro organismo. Ad esempio, l’ossigeno molecolare presente nel nostro organismo viene “eccitato elettronicamente” dai raggi UV, trasformandosi in “ossigeno molecolare singoletto”. Questa particolare tipologia di ossigeno può subire reazioni chimiche dannose per la nostra salute, ad esempio reagire con il DNA, le proteine e lipidi, e, quindi, contribuire allo stress ossidativo. I carotenoidi sono quindi importanti perché hanno la capacità di riportare questo particolare tipo di ossigeno al suo stato iniziale, prevenendo le possibili reazioni avverse di cui abbiamo parlato.

I carotenoidi, inoltre, possono proteggerci anche dai possibili danni causati dai radiali liberi, un’altra forma di sostanze reattive composte da ossigeno o azoto, dannose per l’organismo.

La maggior parte degli studi clinici sugli effetti di protezione dai raggi UV dei carotenoidi, hanno fornito prove che un’elevata assunzione di queste sostante migliora l’eritema (scottature solari) indotto dai raggi UV.

In particolare, è stato condotto uno studio sul concentrato di pomodoro, un alimento che contiene elevate quantità del carotenoide licopene. Durante lo studio sono stati somministrati 40 g al giorno di concentrato di pomodoro, equivalenti a 16 mg di licopene. Dopo 10 settimane, la concentrazione di questo carotenoide all’interno dell’organismo e sulla pelle risultava quindi elevata. L’intensità di eritema indotto dai raggi UV, quindi, era significativamente più bassa nel gruppo che consumava il concentrato di pomodoro rispetto ai soggetti di controllo. Questo ci dimostra quanto può essere importate un intervento dietetico nel trattamento dell’eritema solare.

Conclusioni

In conclusione, è importante sottolineare che l’assunzione dei carotenoidi è complementare alla fotoprotezione topica, ovvero all’utilizzo della crema solare. Questi due concetti di prevenzione, infatti, sono compatibili e in egual modo importanti.

Un altro aspetto da tenere in considerazione, per quanto riguarda la fotoprotezione alimentare, è il lasso di tempo. Infatti, come abbiamo notato in tutti gli studi finora condotti, c’è un tempo di circa 7-10 settimane prima che la protezione, contro la formazione di eritema, diventi significativa. Dobbiamo quindi farci trovare pronti assumendo in anticipo gli alimenti contenenti carotenoidi, per passare, con un po’ più di tranquillità, questa calda estate italiana.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Fonti:

Wilhelm Stahl, Helmut Sies. β-Carotene and other carotenoids in protection from sunlight. Am J Clin Nutr. 2012 Nov;96(5):1179S-84S.

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