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Dieta e reflusso gastroesofageo

Quanti di noi, magari dopo un pasto o anche solo dopo una bevanda, hanno avvertito bruciori di stomaco, a volte con conseguente rigurgito? La risposta è… molti!

Infatti, si stima che un terzo della popolazione mondiale soffra di reflusso gastroesofageo. Anche se nella maggior parte dei casi si parla di un disturbo passeggero, il reflusso gastrico a volte può sfociare in una vera e propria patologia. Tuttavia, oltre alle normali terapie farmacologiche, oggi sappiamo che una corretta alimentazione e l’assunzione di determinate sostanze in particolare, possono aiutare a diminuire i disturbi derivati dal reflusso gastrico, vediamo quali.

Il Reflusso Gastroesofageo o GERD

Tra l’esofago e il nostro stomaco vi è una sorta di meccanismo di chiusura, chiamato “sfintere esofageo”, che regola il passaggio del cibo e delle bevande da noi ingerite. Questo meccanismo, in condizioni normali, una volta fatto passare il cibo si chiude. In alcuni casi, però, esso non funziona come dovrebbe e i succhi gastrici possono ritornare verso l’esofago. Una maggiore e sempre più frequente esposizione dell’esofago agli acidi gastrici, porta a un disturbo chiamato reflusso gastroesofageo o GERD (Gastroesophageal reflux disease).

I sintomi della GERD, come anticipato in precedenza, comprendono: bruciore al torace, rigurgito di liquidi o cibo, o sviluppo di infiammazione esofagea con difficoltà di deglutizione. I fattori di rischio, per lo sviluppo dei sintomi, includono: adiposità a livello addominale, fumo e predisposizione genetica.

Fino a oggi, la terapia acido-soppressiva è stata il trattamento di prima linea per contrastare il reflusso gastroesofageo. Tuttavia, per via dei potenziali effetti collaterali della farmacoterapia, si è prestata sempre più attenzione ad altre componenti, come il cambiamento dello stile di vita e l’alimentazione.

Gli studi

È stata condotta una revisione di diversi studi focalizzata sull’effetto di alcuni componenti alimentari su questa particolare condizione, in particolare stiamo parliamo di: Grassi, Proteine e Carboidrati.

Relativamente ai dati sull’assunzione dei grassi i risultati dei vari studi risultano contrastanti. Tuttavia, il più grande studio sull’uomo ha esaminato oltre 12.000 pazienti e non ha riscontrato alcuna correlazione tra l’assunzione di grassi alimentari e i sintomi della GERD.

Studi su un’alimentazione proteica, purtroppo, risultano ancora oggi insufficienti, dovremo, quindi, aspettare successivi studi.

L’analisi sul profilo dell’assunzione di carboidrati, invece, ha mostrato risultati più conclusivi. In uno studio condotto su pazienti con GERD, suddivisi in maniera casuale, sono stati assunti un pasto liquido ad alto contenuto di carboidrati (178,8 g) e un uno a basso contenuto di carboidrati (84,8 g). Dai risultati ottenuti è emerso che una riduzione del consumo di carboidrati, ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi in termini di tempo di esposizione totale all’acido esofageo e sul numero di episodi di reflusso.

Un altro piccolo studio, inoltre, ha collegato una dieta a bassissimo contenuto di carboidrati (20 g/die) con la riduzione del tempo di esposizione all’acido esofageo. Questi risultati sono stati replicati anche in uno studio più ampio condotto su donne affette da obesità e GERD, dove vi è stata una risoluzione dei sintomi.

Più recentemente, è stato condotto un ulteriore studio su pazienti con reflusso gastrico. In esso i pazienti hanno seguito una dieta a basso indice glicemico, per un periodo di due settimane. Dai risultati ottenuti è stato, quindi, riscontrato un miglioramento statisticamente significativo dei sintomi.

Tuttavia, è doveroso spendere qualche parola sulla tipologia di carboidrati ingeriti. Infatti, essa è importante nello studio del legame tra GERD e l’ingestione di zuccheri. Non tutti i carboidrati vanno quindi considerati allo stesso modo. L’assunzione di fibre (carboidrati presenti negli alimenti di origine vegetale), infatti, è stata ricollegata a una riduzione della sintomatologia! Vanno considerate, inoltre, le errate abitudini alimentari. In tal senso, bisognerebbe evitare di mangiare a tarda notte e consumare pasti di dimensioni eccessive.

Possiamo trovare un valido aiuto nel contrasto alla GERD nella Dieta Mediterranea. Essa, infatti, include un’elevata assunzione di frutta, di verdura, di cereali integrali e di grassi insaturi. Questa dieta, sicura e ampiamente studiata, unitamente a delle corrette abitudini alimentari, può portare a una minore incidenza di sintomi del reflusso gastroesofageo.

Conclusioni

Nel caso soffriste di reflusso gastro esofageo, dovreste sempre chiedere consiglio al vostro medico. Tuttavia, un valido aiuto può arrivare dalla nostra alimentazione e dal nostro stile di vita. In questi termini, una dieta a basso contenuto di carboidrati è sicuramente preferibile. Ancora una volta, inoltre, ci troviamo a promuovere la dieta mediterranea come regime alimentare anche nel caso di reflusso gastroesofageo.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Fonti:

  1. Carolyn Newberrycorresponding and Kristle Lynch. The role of diet in the development and management of gastroesophageal reflux disease: why we feel the burn. J Thorac Dis. 2019 Aug; 11(Suppl 12): S1594–S1601.

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