L’aspartame e il deficit neurale

Asparteme, uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi tempi è quello dei dolcificanti artificiali. Infatti, per via dei più svariati motivi, la richiesta di bevande senza zucchero è aumentata esponenzialmente. Uno dei dolcificanti più controversi è sicuramente l’Aspartame, cerchiamo di analizzarlo assieme.

Aspartame, dove e quanto

L’aspartame è un dolcificante artificiale dall’alto rendimento, basti pensare che è circa 180-200 volte più dolce del saccarosio. Questa sostanza è attualmente usata come ingrediente in più di 6000 alimenti tra cui gomme da masticare, dessert, yogurt, vitamine, medicinali e bevande dietetiche.

La dose giornaliera accettabile (DGA) di aspartame è stata fissata, dalle Autorità Europee di regolamentazione alimentare, a 40 mg al giorno per ogni kg di peso corporeo. Mentre per l’autorità statunitense Food and Drug Administration (FDA) la dose è di 50 mg al giorno per ogni kg di peso corporeo al giorno. Se per esempio, quindi, il vostro peso è di 60Kg la dose massima giornaliera sarà di 2.400-3.000 mg.

Gli effetti

Sebbene l’aspartame sia ampiamente commercializzato e utilizzato, i suoi effetti sulla salute sono controversi. Al momento, gli effetti neurocomportamentali a lungo termine dell’aspartame sono sconosciuti. Molti scienziati hanno tuttavia espresso cautela sull’uso dell’aspartame da parte di pazienti con emicrania, epilessia e problemi neuropsichiatrici.

Alcuni degli effetti rilevati e collegati al consumo di questa sostanza sono: disturbi cognitivi, mal di testa, emicrania, umore irritabile, ansia, depressione, disturbi del sonno, dell’apprendimento e della memoria.

La possibile causa di questi risultati sono i composti chimici che si formano dopo l’assunzione di questo dolcificante. Queste sostanze possono infatti inibire la sintesi e il rilascio di neurotrasmettitori (dopamina, noradrenalina e serotonina) sostanze che regolano l’attività neurofisiologica.

L’aspartame, inoltre, agisce come un fattore di stress chimico elevando i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e provocando la produzione di radicali liberi in eccesso. Livelli elevati di cortisolo e radicali liberi possono aumentare la vulnerabilità del cervello allo stress ossidativo (danno causato dai radicali liberi) che può avere effetti negativi sulla salute neurocomportamentale.

Gli studi

Per valutare gli effetti di alcuni dolcificanti comuni, tra i quali l’aspartame, è stato condotto uno studio sperimentale sugli animali. In questo studio i suddetti sono stati assunti ogni giorno per 6 settimane al dosaggio di 3mg/kg. Dai risultati ottenuti, si è visto come un consumo a lungo termine di aspartame, abbia portato ad effetti estremamente negativi sulla memoria. Questi effetti sono dovuti anche alla riduzione del numero di neuroni causata da diversi fattori dannosi, tra i quali lo stress ossidativo.

Uno studio condotto su adulti sani, invece, ha messo a confronto una dieta ad alto consumo di aspartame (25mg/kg di peso corporeo al giorno) rispetto una dieta a basso consumo (10mg/kg di peso corporeo al giorno) per 8 giorni. Da questo studio è emerso che gli individui che consumavano diete ad alto contenuto di aspartame avevano un umore più irritabile e mostravano maggior depressione.

Conclusioni

Il consumo di aspartame, pertanto, può avere un impatto negativo sulla salute neurocomportamentale, attraverso grandi aumenti dei suoi metaboliti, elevati livelli di cortisolo e radicali liberi.

I consumatori dovrebbero quindi fare attenzione al consumo di aspartame. Sebbene gli studi disponibili non sono ancora sufficienti e la sicurezza dell’aspartame e dei suoi metaboliti sia ancora oggetto di dibattito, sono tuttavia molto diffuse le segnalazioni di effetti avversi. Pertanto, anche se sono necessarie ulteriori ricerche, per accertare il ruolo dell’aspartame sui sintomi neurocomportamentali, attualmente il consiglio migliore è quello di tenere sotto controllo l’assunzione di questa sostanza.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Fonti:

  1. Arbind Kumar Choudhary, Yeong Yeh Lee. Neurophysiological symptoms and aspartame: What is the connection? Nutr Neurosci. 2018 Jun;21(5):306-316.
  2. Oytun Erbaş, Mümin Alper Erdoğan, Asghar Khalilnezhad, Volkan Solmaz, Fulya Tuzcu Gürkan, Gürkan Yiğittürk, Hüseyin Avni Eroglu, Dilek Taskiran. Evaluation of long-term effects of artificial sweeteners on rat brain: a biochemical, behavioral, and histological study. J Biochem Mol Toxicol. 2018 Jun;32(6):e22053
  3. Glenda N. Lindseth, Sonya E. Coolahan, Thomas V. Petros, and Paul D. Lindseth. Neurobehavioral Effects of Aspartame Consumption. Res Nurs Health. 2014 Jun; 37(3): 185–193

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