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Alzheimer e dieta mediterranea

Il morbo di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che colpisce indiscriminatamente gli individui di età pari o superiore a 65 anni. Come molti di noi sapranno essa presenta un deterioramento delle funzioni comportamentali e cognitive, tra cui memoria, comprensione, linguaggio, attenzione, ragionamento e giudizio. Anche se attualmente non esiste una cura, sono disponibili vari trattamenti farmacologici per contrastare questa malattia. Ma non solo, infatti, studi recenti hanno dimostrato che un approccio multifattoriale come dieta, esercizio fisico e allenamento cognitivo, possono contrastare l’insorgenza dei sintomi. Ma andiamo con ordine.

L’Alzheimer, le cause e la terapia farmacologia

Le possibili cause correlate a questa patologia includono la storia familiare, l’invecchiamento, la genetica, e una storia di lesioni alla testa. Tuttavia, sono stati identificati numerosi fattori modificabili che possono influenzare l’insorgere della malattia, tra cui diabete, ipertensione, obesità, fumo, depressione, inattività cognitiva e inattività fisica. Sorprendentemente, è stato stimato che la metà dei casi di Alzheimer nel mondo può essere attribuita a questi fattori.

Come abbiamo già detto, sono disponibili diversi trattamenti che possono migliorare alcuni dei sintomi di questa malattia. Tuttavia, ad oggi, i farmaci approvati hanno mostrato modesti benefici clinici nel ritardare il processo neurodegenerativo. La scienza medica, infatti, sta affrontando due grandi sfide: la mancanza di farmaci specifici e la necessità di ritardare le condizioni di disabilità e fragilità legate alle funzioni cognitive. La scarsità di terapie mirate, quindi, sta portando la comunità scientifica a cercare alternative diverse alla terapia farmacologica.

Alimentazione e dieta

Sebbene l’integrazione di singoli nutrienti sia stata scarsamente efficace in termini di prevenzione e trattamento dell’Alzheimer, sembrano essere più promettenti, invece, le strategie alternative basate su approcci multifattoriali (dieta, esercizio fisico e allenamento cognitivo). In questo contesto, quindi, seguire un modello dietetico piuttosto che l’assunzione di un singolo specifico alimento, potrebbe essere più utile per prevenire e contrastare i processi patologici tipici dell’Alzheimer, questo grazie ai potenziali effetti sinergici dei vari nutrienti presenti in una dieta sana ed equilibrata.

Tra le diete analizzate, per la prevenzione dell’Alzheimer, la dieta mediterranea sembrerebbe essere la più promettente, grazie alle note proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Nell’Alzheimer, infatti, è coinvolta una serie complessa di meccanismi molecolari, tra cui lo stress ossidativo e la neuro-infiammazione cerebrale. La dieta mediterranea è caratterizzata da un elevato consumo di frutta e verdura, cereali, legumi, olio d’oliva, noci, semi, nonché da un consumo moderato di pesce, consumo da basso a moderato di latticini e alcol (vino), e basso consumo di carni rosse e lavorate. Grazie alla varietà di nutrienti presenti, la dieta mediterranea si pone quindi come valido aiuto per la prevenzione dei sintomi dell’Alzheimer.

Nonostante siano necessari ulteriori studi a livello clinico, per consolidare i risultati, diversi studi sulla popolazione hanno quindi collegato la dieta mediterranea a benefici rispetto a questa patologia. In particolare, per esempio, due studi hanno mostrato una correlazione tra la dieta mediterranea e l’Alzheimer negli anziani. Nel primo studio, come riferimento è stata utilizzata una scala di punteggio per calcolare l’aderenza alla dieta (la MeDI score). Una maggiore aderenza a questa dieta è stata quindi correlata a un rischio significativamente inferiore di ammalarsi. Nel secondo studio sono stati replicati questi risultati in una popolazione di anziani. Rispetto a soggetti sani, i soggetti con una diagnosi di Alzheimer hanno ottenuto un punteggio MeDi score medio più basso e ogni aumento del punteggio MeDi (maggiore aderenza alla dieta) era associato a una diminuzione del 19-26% delle probabilità di essere malato di l’Alzheimer.

Conclusioni e nuove frontiere

Dai risultati di questi due studi, possiamo quindi constatare che attenendosi il più possibile alla dieta mediterranea, la probabilità di contrarre l’Alzhaimer risulta diminuita. È interessante notare, infine, che, allo stesso modo, il digiuno intermittente o la restrizione calorica stanno emergendo come approcci interessanti che sembrano promuovere miglioramenti motori e cognitivi negli studi condotti su animali malati di Alzheimer. Si spera, quindi, che questo risultato sia replicabile anche negli esseri umani.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

Fonti:

  1. Anna Laura Cremonini, Irene Caffa, Michele Cea, Alessio Nencioni, Patrizio Odetti, and Fiammetta Monacellicorresponding author. Nutrients in the Prevention of Alzheimer’s Disease. Oxid Med Cell Longev. 2019; 2019: 9874159.
  2. Anil Kumar, Jaskirat Sidhu, Amandeep Goyal, Jack W. Tsao. Alzheimer Disease. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2021 Jan. 2021 Aug 11.
  3. Miryam Yusufov, Lisa L Weyandt, Irene Piryatinsky. Alzheimer’s disease and diet: a systematic review. Int J Neurosci . 2017 Feb;127(2):161-175.

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