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Frutta secca e Diabete

È tempo di festività e come ogni anno le nostre tavole si riempiono dei cibi della tradizione italiana e tra questi la frutta secca gioca sicuramente un ruolo da protagonista. Oltre alla sua bontà in termini di gusto, la frutta secca porta con sé importati effetti positivi sulla nostra salute. In questo articolo ci soffermeremo in particolare sugli effetti della frutta secca sul diabete.

La frutta secca

Prima di cominciare a parlare degli effetti benefici di questo alimento è doveroso fare una precisazione. In questa recensione useremo il termine “noci” per riferirci a mandorle, noci del Brasile, anacardi, nocciole, arachidi, noci pecan, pinoli, pistacchi e noci comuni. Sebbene le arachidi siano effettivamente classificate come legumi, a causa della loro composizione nutritiva simile, sono comunemente considerate noci.

La frutta secca è una categoria di cibi essenziale nella dieta mediterranea. Questo tipo di alimento, infatti, è ricco di importanti composti come vitamine (vitamina E, B3, colina e/o acido folico) e minerali (magnesio, potassio, calcio e/o fosforo). Inoltre, alcune noci e frutti essiccati sono tra i 50 alimenti con la più alta capacità antiossidante.

Oltre alle noci, un altro tipo di frutta secca è quella lavorata. Per prolungare la loro durata di conservazione, infatti, i frutti freschi vengono lavorati con varie tecniche per poi diventare frutta essiccata. Questa particolare frutta secca è una forma concentrata di frutta fresca con un contenuto di umidità inferiore al normale. I frutti possono essere essiccati interi (ad es. albicocche, bacche e uva), a metà o a fette (ad es. kiwi, mango e papaia). In quest’ultima forma sono facili da conservare e distribuire, possono essere disponibili tutto l’anno e, inoltre, sono un’alternativa più salutare agli snack salati o zuccherati.

La frutta secca presenta diversi aspetti vantaggiosi per la nostra salute, ad esempio ha un impatto importante sul metabolismo degli zuccheri. Questa qualità può procurare dei benefici specialmente per individui a rischio come i diabetici.

Gli studi

I vantaggi per la glicemia sono stati riscontrati in diversi studi. Uno di questi è stato condotto su pazienti con diabete di tipo 2 dove venivano assegnati, per 4 settimane, sia a una dieta di controllo che a una dieta arricchita di mandorle (con le mandorle che sostituiscono il 20% del totale apporto calorico giornaliero). In quest’ultima, è stata segnalata una diminuzione significativa dei livelli di insulina e glucosio a digiuno, insieme a un miglioramento della risposta dei tessuti all’insulina.

In un altro studio simile condotto su pazienti diabetici, veniva somministrata una dieta con 50 g di pistacchi e una priva di pistacchi. Dai risultati ottenuti è stato osservato un miglioramento significativo della glicemia a digiuno li dove si consumavano i pistacchi.

Allo stesso modo possiamo trovare benefici simili nel consumo di frutta secca lavorata. In uno studio, il consumo di uvetta come spuntino (84 g/giorno, 270 Kcal/giorno), per 12 settimane, ha ridotto significativamente la risposta glicemica dopo i pasti nei soggetti con diabete di tipo 2 rispetto a uno spuntino alternativo di 300 Kcal/giorno.

Conclusioni

La composizione specifica di noci e frutta secca fa sì che questa categoria di alimenti possa essere utilizzata per contrastare efficacemente malattie metaboliche come il diabete di tipo 2. In tal senso, gli effetti benefici osservati negli studi possono essere spiegati dal loro profilo unico di nutrienti e altri composti bioattivi presenti in questi particolari tipi di alimenti.

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel Sito hanno esclusivamente scopo informativo, possono essere modificate o rimosse in qualsiasi momento, e comunque in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Si raccomanda di chiedere sempre il parere del proprio medico curante e/o di specialisti riguardo qualsiasi indicazione riportata.

  1. Nutrients. 2017 Jul; 9(7): 673. Nuts and Dried Fruits: An Update of Their Beneficial Effects on Type 2 Diabetes. Pablo Hernández-Alonso, Lucía Camacho-Barcia, Mònica Bulló, and Jordi Salas-Salvadó.

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