Diabete e pressione arteriosa: la Vitamina C aiuta?
L’acido ascorbico, meglio noto come vitamina C, è indubbiamente il più famoso composto vitaminico considerato il suo formidabile potere antiossidante cellulare.
L’acido ascorbico, meglio noto come vitamina C, è indubbiamente il più famoso composto vitaminico considerato il suo formidabile potere antiossidante cellulare.
Recenti scoperte scientifiche hanno evidenziato un ruolo rilevante dei nostri batteri intestinali (microbiota) sullo sviluppo di numerose patologie tra cui diabete, obesità, malattie infiammatorie intestinali e autismo.
La relazione tra la riduzione dell’assunzione di sale da cucina e mortalità rimane controversa.
E’ noto che il consumo di bevande zuccherate predisponga all’insorgenza di diverse patologie e, quindi, a un aumento del rischio di morte. Sostituirle con bevande contenenti dolcificanti può essere una strategia efficace?
Il cacao contiene una quantità di polifenoli superiore a quello presente in altri alimenti, quali vino rosso, mele e tè. Tra i polifenoli contenuti nel cacao particolarmente benefici sono i flavanoli che possiedono spiccate proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e di miglioramento delle funzioni endoteliali.
La steatoepatite non alcolica (NASH) è una malattia del fegato caratterizzata dall’accumulo di grasso nel fegato.
L’alimentazione materna durante la gravidanza può avere un generale importante impatto sulla salute del nascituro e, in particolare, sul peso alla nascita dei neonati.
La dismenorrea è un fenomeno tristemente noto tra le donne in età fertile che comporta dolori, o crampi mestruali, durante le mestruazioni, che può rendere tale periodo particolarmente difficile.
Quasi il 50% degli anziani soffre di insonnia, difficoltà ad addormentarsi, risveglio precoce o sensazione di irrequietezza al risveglio.
Il consumo di brassicacee o crucifere (broccolo, cavolo, cavolfiore) è stato associato, in studi di popolazione, alla riduzione del rischio cardiovascolare mediata dalla riduzione del cosiddetto colesterolo “cattivo” LDL.